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Abbiamo incontrato la Dottoressa Valentina Paci che ha approfondito un aspetto molto importante della Medicina del Dolore, in particolar modo nella terapia: l’infiltrazione. Nello specifico ha fatto luce sul funzionamento dell’infiltrazione e sull’innovativo utilizzo dell’ecografo, durante la procedura infiltrativa. Infine cos’è cambiato e come l’ecografo ne detta la precisione. 

L’infiltrazione

L’infiltrazione consiste nell’iniezione di farmaci e altre molecole attive in corrispondenza o nelle immediate vicinanze delle strutture interessate da cui origina un dolore.

L’ecografo

Negli ultimi anni è stato introdotto, durante la terapia infiltrativa, l’ecografo. Questo strumento ha modificato in maniera importante la tecnica infiltrativa, in quanto permette di vedere direttamente il bersaglio dell’infiltrazione, le strutture vicine, la progressione dell’ago e la diffusione del farmaco; in altre parole ha permesso di ottimizzare il trattamento in modo preciso ed efficace, evitando l’utilizzo di grandi quantità di farmaci o il ricorso ad un numero elevato di infiltrazioni. Infine ha reso la terapia infiltrativa in un certo senso maggiormente sicura sia per il medico che per la persona che si sottopone al trattamento. Proprio per questi motivi all’interno del Poliambulatorio di Medicina del Dolore si è scelto di eseguire tutte le terapie infiltrative con l’aiuto del supporto ecografico.

ecografo

Il ruolo dell’infermiere

Nell’ambito della terapia infiltrativa, come in altre terapie della Medicina del Dolore, una figura importante, che affianca il medico durante la procedura, è l’infermiere. Tra i diversi compiti, riveste il ruolo di fare da tramite tra il medico e il paziente, aiutando il medico, ad esempio, nella preparazione del materiale, nel controllo i parametri vitali durante l’infiltrazione permettendogli -in questo modo- di concentrarsi esclusivamente sull’esecuzione dell’infiltrazione. Nel contempo aiuta il paziente ad assumere la corretta posizione e si tiene a disposizione di quest’ultimo durante il trattamento. Grazie alla conoscenza dell’ecografo e delle sue funzioni è in grado di ottimizzare l’immagine ottenuta attraverso le adeguate modifiche dell’apparecchio, in questo modo il medico si trova a manovrare esclusivamente la sonda e di mantenere la sterilità.