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Dibattito con il fisioterapista Alessandro Agostini

A proposito di henry

Proiezione del film “A proposito di Henry” con il fisioterapista Alessandro Agostini

Il 13 settembre, presso il Poliambulatorio di Medicina del Dolore, è stata dedicata una serata alla “Giornata Mondiale della Fisioterapia” con la visione del film “A proposito di Henry”, seguita da un dibattito con il fisioterapista Alessandro Agostini e la Dottoressa Valentina Paci.

Cenni sul film

Henry, un avvocato di Manhattan, nel corso di una rapina viene ferito da due colpi di pistola ed entra in coma.
Al suo risveglio, i medici avvertono la moglie delle gravi ripercussioni con cui si dovranno confrontare: difficoltà di linguaggio, problemi di coordinazione e di memoria, preannunciandole una lunga e difficile riabilitazione.

Segue un trasferimento dall’ospedale ad una clinica, dove Henry conosce il dottor Bradley che fin da subito si presenta come fisioterapista ed insegnante di ginnastica.

Al di là del mero compito di fisioterapista, che si occupa di quella che è la riabilitazione manuale, Bradley instaura con il paziente un rapporto molto intimo e confidenziale e sarà proprio grazie a questa vicinanza che Henry riuscirà a raggiungere diverse conquiste cognitive e motorie.

“Sembri nato per camminare”: è la frase pronunciata dal fisioterapista e rivolta al paziente che ha strappato a tutti un sorriso.

 

Dibattito con Alessandro Agostini

Il primo punto da cui si è partiti è il seguente: in una guarigione di successo, non sono scindibili la riabilitazione cognitiva da quella relazionale. Tant’è che oltre alla presenza di un medico e alla sua presa in carico del paziente, hanno primaria importanza il rapporto medico-paziente e la relazione con i familiari; entrambi concorrono nel creare una solida base per una migliore riabilitazione.
Durante il dibattito si è posto l’accento sul mal di schiena, tema di maggiore interesse nel pubblico.
Ad oggi non esistono un protocollo definito, o esercizi e modalità di riabilitazione migliori di altri: piuttosto ci sono molti esercizi diversi – dal più semplice come camminare al più complesso – e la chiave sta nel trovare quello o quelli giusti per il singolo soggetto e nell’individuare la quantità e l’intensità di questi in base alla struttura ed alla reattività del paziente. In fase di dolore acuto, ad esempio, non è possibile impostare degli esercizi complessi e soprattutto è necessario un accompagnamento.
Un altro punto fondamentale è rafforzare la muscolatura del tronco ed insegnare al cervello ad attivare i muscoli giusti nei momenti giusti.
Il fisioterapista Alessandro Agostini ha inoltre sottolineato l’importanza del lavorare sulla paura del paziente allo scopo di eliminarla, in quanto la paura innesca dei meccanismi psicologici negativi e rischia di portare alla memorizzazione del dolore. Questo avviene perché la paura del movimento tende a frenare il paziente dall’effettuare gli esercizi o i più semplici movimenti svolti abitualmente, frenando dunque il processo di guarigione.
Infine, si è ragionato insieme non su cosa il fisioterapista possa fare per il paziente ma su cosa il paziente possa fare per il suo mal di schiena: questo perché la salute e la riabilitazione del paziente dipendono dal paziente stesso, oltre che dal lavoro del fisioterapista, ed è essenziale che non si venga ad instaurare nessuna dipendenza terapeutica affinché la guarigione abbia successo.
“La cura e la guarigione del paziente sono la cura e la guarigione del medico.”